Ticket to ride: sostenere la mobilità degli studenti universitari e delle figure post-lauream

La questione della mobilità assume, oggi che Milano sta diventando una realtà sempre più dinamica, un rilievo cruciale.

E’ una questione di efficienza del trasporto pubblico, di salute pubblica e di sostenibilità come testimonia anche il fatto che che le deleghe alla mobilità e all’ambiente siano state accorpate.

Milano sta facendo il massimo che si può in questa direzione? Stanno le università contribuendo adeguatamente?

Si può fare di più? La risposta secondo me è assolutamente sì.

Spesso si dice che il costo dei trasporti a Milano è già molto contenuto rispetto al resto d’Europa (es. Francia: 30 euro/mese, Svezia: 58 euro/mese). Tuttavia è molto difficile fare comparazioni precise, perché molto dipende dal costo pesato della vita e dal livello del sistema di welfare del paese con cui ci si confronta.

A voler essere venali, gli studenti universitari sono una grande risorsa economica per la città. Pagano le tasse universitarie, comprano, consumano, vivono. Perché scelgono di vivere in una città piuttosto che in un’altra? Perché Londra (pre-Brexit)? Perché Barcellona? Per la qualità della vita e i servizi che la città le offre. Un vecchio concetto politologico parla di “voto con i piedi”. Si vota con i piedi un’amministrazione locale cambiando città. Gli studenti universitari sono i primi a farlo, volando – letteralmente – nel posto che pensano sia migliore per loro!

Poiché il tempo è tiranno vi vorrei parlare specificatamente di una proposta che voglio portare avanti insieme alla mia categoria, quella dei dottorandi, e ad alcune categorie assimilabili di precari ovvero gli assegnisti, i precari della ricerca e i precari dell’università. Persone il cui ruolo è fondamentale nel coadiuvare le attività delle nostre grandi università milanesi. Complessivamente parliamo di davvero tanti lavoratori, affacciati in quella fase di transizione (si spera) tra studio e posto (più o meno) fisso.

Almeno fino all’anno scorso, il Comune di Milano aveva messo in piedi un’iniziativa “Milano Viaggia Con Te” che destinava risorse ai precari milanesi per abbonamenti gratuiti. Il finanziamento si è ridotto via via negli anni fino ad assommare a soli 60.000 euro nel 2016.

Tuttavia io non penso ci sia bisogno di pochi abbonamenti gratuiti. Noi abbiamo bisogno di incentivare seriamente l’uso dei mezzi pubblici per tutti i lavoratori e i ricercatori precari sono una categoria che potrebbe davvero beneficiarne, aumentando il numero di abbonamenti che vengono venduti e usati. In questo anche le università dovrebbero contribuire. E in ogni caso pare che quest’anno “Milano Viaggia Con Te” non si farà più!

Questi incentivi non riguardano solo gli abbonamenti. Anche il car sharing, il car pooling, l’uso delle biciclette – e l’aumento delle piste ciclabili – fanno parte di importanti politiche in questa direzione. Sapevate ad esempio che diverse università in Belgio rimborsano completamente i costi di trasporto per i dipendenti compresi dottorandi e assegnisti? Addirittura li pagano per il numero di chilometri che fanno in bici ogni giorno per venire in università e tornare a casa (25 cent/km)!

Io penso che questa idea progressista, egualitarista, ecologica e redistributiva risponda bene alla filosofia di SinistraxMilano. E’ un’idea che per essere messa in pratica probabilmente dovrebbe coinvolgere non solo l’Assessorato alla Mobilità e all’ambiente di Marco Granelli e le università ma anche quello alla Scuola della Vicesindaco Anna Scavuzzo e, perché no in fondo siamo tra i principali produttori di cultura della città, l’Assessorato alla Cultura di Filippo Del Corno. Sono aperto a tutte le vostre suggestioni in merito, grazie.

 

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Title: Ticket to ride: sostenere la mobilità degli studenti universitari e delle figure post-lauream
Date Posted: 2017-04-12
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Category: News, Uncategorized

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